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CODICE DEONTOLOGICO

Scuole e corsi di Naturopatia

 

TITOLO I


Norme Generali


Art. 1


Il Codice Deontologico è l'insieme dei principi e delle regole cui devono riferirsi i professionisti Naturopata nell'esercizio della professione e che deve orientare le loro scelte di comportamento ai diversi livelli di responsabilità in cui gli stessi si trovano ad operare.
Il rispetto del Codice è vincolante nell'esercizio della professione per gli iscritti alla Nuova FENNAP.


Art. 2


Il Codice Deontologico impegna tutti gli iscritti alla Nuova FENNAP, le aziende e gli Enti che operano a stretto contatto con l'Associazione alla sua conoscenza, comprensione e diffusione. L'inosservanza dei principi e delle prescrizioni qui espresse, la non conoscenza di queste ed ogni azione non conforme al corretto esercizio della professione Naturopata sono sanzionabili con le procedure disciplinari e le relative sanzioni stabilite dal Collegio dei Probiviri, secondo quanto previsto dallo Statuto della Nuova FENNAP.


Art. 3


L'attività del professionista Naturopata si fonda sull'indipendenza di ogni altro comparto della vita associata e ha come fine l'affermazione e la valorizzazione della professionalità e delle competenze di settore, anche in ottica di crescita e sviluppo.


Art. 4


Nell'esercizio delle sue funzioni, il professionista Naturopata si basa sulla propria autonomia tecnico-professionale, sulle proprie conoscenze, su una formazione ed una esperienza maturate nel proprio settore, nonché sulla personale consapevolezza di esercitare un'attività a stretto contatto con persone singole, la cui identità e dignità deve essere sempre e comunque rispettata.
 


TITOLO II

Svolgimento attività

Art. 5

Il professionista Naturopata nell'esercizio delle sue funzioni opera in un rapporto di collaborazione professionale con singoli, aziende, imprese, associazioni, Enti pubblici e privati, a qualsiasi titolo - in forma libero professionale autonoma, singola, associata , cooperativa o tramite aziende, società di cui può essere titolare, socio, collaboratore, consulente etc. etc.
In questa sua attività l'iscritto alla Nuova FENNAP deve assumere comportamenti non lesivi della dignità professionale rappresentata e tutelata dall'Associazione stessa e, in nessun caso, può abusare della propria posizione.

Art. 6

Nei rapporti intrattenuti con le Istituzioni pubbliche, la Nuova FENNAP adotta una condotta improntata all'integrità e alla correttezza e si impegna a operare nel rispetto delle norme comunitarie, nazionali e locali vigenti - nonché della corretta pratica commerciale - nel caso di partecipazioni a gare e/o della presentazione di progetti finanziati con i fondi pubblici, compatibilmente da quanto stabilito dallo Statuto.

Art. 7

Il professionista Naturopata è obbligato alla propria formazione continua per garantire prestazioni appropriate e di qualità all'utente. E' altresì tenuto a migliorare il proprio livello di competenza teorico-pratica, metodologica e organizzativa; ad impegnarsi nella ricerca nel proprio ambito professionale, nella promozione e nella diffusione della propria esperienza.
Infine l'iscritto alla Nuova FENNAP, riconosciuti i limiti delle proprie competenze, deve tenersi puntualmente aggiornato sulle novità emergenti e le pratiche migliori del proprio ambito di competenza e deve utilizzare solo gli strumenti teorico-pratici di cui ha conoscenza, e laddove previsto, formale autorizzazione.

Art. 8

Nella propria attività professionale, nell'aggiornamento continuo e nelle comunicazioni del risultato dello stesso, il professionista Naturopata valuta attentamente, anche in relazione al contesto, il grado di validità e di attendibilità delle informazioni, dei dati e delle fonti su cui basa le conclusioni raggiunte; espone, quando necessario, le ipotesi operative alternative ed esplicita i limiti dei risultati.

Art. 9

Il professionista Naturopata accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle proprie competenze e il rapporto lavorativo ha carattere contrattuale con reciproci diritti e doveri. Qualora necessario, può avvalersi della collaborazione di altri professionisti Naturopati che integrano e completano le sue competenze. In questi casi, il professionista Naturopata risponde non solo del proprio operato, ma anche di quello dei soggetti scelti come collaboratori, anch'essi obbligati a conoscere e applicare le norme del presente Codice. Il professionista Naturopata è tenuto a mettere a conoscenza la committenza o l'utenza del proprio onorario al momento del contratto o non appena venga esplicitata la richiesta e concordato il piano operativo.

 


TITOLO III


Rapporti con l'utenza e con la committenza


Art. 10


Il professionista Naturopata adotta comportamenti e regole di condotta non lesive per le persone di cui si occupa nello svolgimento della sua attività, e non utilizza il proprio ruolo per assicurare a se' o ad altri indebiti vantaggi.


Art. 11


Il professionista Naturopata, riconoscendo l'esigenza professionale di operare sulla base di un preciso mandato, stabilisce e concorda preliminarmente all'avvio del rapporto lavorativo il proprio onorario - attraverso un contratto o una lettera d'incarico sottoscritti dal proprio cliente, committente, utente, socio. A questi ultimi fornisce informazioni
adeguate e comprensibili circa la sua prestazione, le finalità e le modalità della stessa. Il compenso pattuito deve sempre e comunque essere proporzionale all'investimento del cliente, committente, socio o utente, e comunque consono ai servizi erogati dal professionista Naturopata.


Art. 12


Il professionista Naturopata si astiene dall'intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale nel caso intervengano problemi personali e si generino conflitti di interesse tali da interferire con l'efficacia delle sue prestazioni, rendendole inadeguate o dannose ai soggetti cui sono rivolte, o comunque non corrispondenti alla qualità che la stessa Associazione garantisce per i propri associati.

 


TITOLO IV


Rapporti con i colleghi


Art. 13


I rapporti tra gli iscritti alla Nuova FENNAP - come anche tra i dipendenti e i collaboratori dell'Associazione - devono essere improntati al rispetto reciproco e alla lealtà. Per questo motivo, qualora uno degli iscritti , dei dipendenti o i collaboratori ,venga a sapere della scorretta condotta professionale di uno degli associati - lesiva del decoro della professione del Naturopata o dannosa per l'utenza - deve darne tempestiva comunicazione alla presidenza e al Collegio dei Probiviri.
Allo stesso modo, qualora l'interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre figure professionali o specifiche competenze, il professionista Naturopata è tenuto a proporre il nome di un altro iscritto alla Nuova FENNAP, ovvero si può avvalere della collaborazione di altri colleghi.


Art. 14


Il professionista Naturopata si impegna a contribuire allo sviluppo della formazione nel suo ambito lavorativo, comunicando e condividendo i progressi delle proprie conoscenze e competenze con gli altri associati.

 


TITOLO V

Tutela della Privacy

Art. 15

Il professionista Naturopata nella sua attività è tenuto a rispettare il principio della riservatezza delle informazioni relative al cliente e all'utenza e i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche e giuridiche; deve inoltre mantenere riservate le notizie apprese durante l'esercizio della propria attività lavorativa. La tutela della privacy deve armonizzarsi con l'esigenza di condivisone delle conoscenze e delle informazioni.

Art. 16

Per soddisfare gli obblighi di cui al precedente articolo, il professionista Naturopata garantisce che i diritti di informazione, di accesso e partecipazione, qualora comportino il trattamento di dati personali, trovino attuazione nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e delle persone interessate, in particolar modo del diritto alla riservatezza e all'identità personale, in conformità alle leggi e ai regolamenti in materia di tutela e protezione nel trattamento dei dati personali, secondo quanto prescritto dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Art. 17

Il professionista Naturopata garantisce l'integrità e la conservazione dei dati e dei documenti a sua disposizione (anche in formato elettronico e/o multimediale).

 


 

TITOLO VI

Sanzioni

La trasgressione a una o più norme del codice deontologico, e ogni azione od omissione, comunque disdicevoli al decoro o al corretto esercizio della professione sono punibili con le sanzioni disciplinari previste dalle norme vigenti e avrà come conseguenza la convocazione del socio da parte del Collegio dei Probiviri, tramite lettera raccomandata, che sanzionerà secondo la gravità della trasgressione, e potrà applicare:

  1. AMMONIMENTO VERBALE
    si tratta di un richiamo scritto comunicato all’interessato sull’osservanza dei suoi doveri e in un invito a non ripetere quanto commesso. Viene applicato nei casi di abusi o mancanze di lievi entità.
     
  2. CENSURA
    dichiarazione di biasimo resa pubblica, applicata nei casi di abusi o mancanze lesive del decoro e dignità della professione.
     
  3. SOSPENSIONE TEMPORANEA

    sospensione dalla condizione di associato, può essere inflitta sino al massimo di un anno per violazioni del codice deontologico che possono nuocere gravemente a utenti/clienti e altri, oppure generare una più estesa risonanza negativa per il decoro e la dignità della professione.
     

  4. ESPULSIONE
    cancellazione dall’associazione che si applica nei casi: tre sospensioni temporanee maturate nell’arco di cinque anni; violazione del codice deontologico e/o comportamento non conforme al decoro e alla dignità della professione di gravità tali da rendere incompatibile la permanenza nell’associazione; in caso di condanna con sentenza passata in giudicato a pena detentiva non inferiore a tre anni per fatti commessi nell’esercizio della professione.

L’associato ha diritto alla difesa, e alla piena reintegrazione qualora non sussistano i fatti accusatori o abbia rimediato alla trasgressione.

  1. L’associato sottoposto a procedimento disciplinare deve essere convocato dinanzi al Collegio dei Probiviri con un preavviso di almeno 60 giorni, con lettera raccomandata R.R. Agli atti deve risultare la prova del ricevimento. Un termine minore potrà essere previsto solo con l’accordo dell’associato stesso.
     
  2. Nell’invito a comparire deve essere specificato l’oggetto del procedimento e la possibilità di esame della documentazione.
     
  3. La sanzione disciplinare, potrà essere irrogata in caso di mancata comparizione solo in presenza di prova certa del ricevimento dell’avviso di convocazione
     
  4. Nel procedimento disciplinare l’associato potrà essere assistito da un altro socio o da un legale che sarà presente anche durante l’audizione del socio dinanzi al Collegio.
     
  5. Il Collegio non potrà deliberare sanzioni disciplinari senza aver ascoltato l’associato, i testimoni che potranno essere ritenuti necessari (o loro dichiarazioni scritte), la sua difesa e, ove fosse richiesto e accettato dal Collegio, aver ascoltato testimoni indicati dall’associato e aver concesso un termine per il deposito di documenti e memorie.
     
  6. La decisione del Collegio verrà comunicata verbalmente nel caso di presenza dell’associato o per lettera raccomandata R.R. in caso di assenza.
     
  7. La decisione dovrà essere, sia pure sinteticamente motivata.

 

 

 

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